Dal 24 al 26 Luglio a Montegiorgio

in provincia di Fermo, Marche, Italy 🙂 , nello splendido Teatro Alaleona, nell’ambito della 36ª Edizione di Alto Perfezionamento Musicale, terrò una Masterclass interamente dedicata alla Tecnica Pianistica.

Un’occasione unica per entrare in contatto profondo con voi stessi e la vostra coordinazione vitale unica e sperimentare da vicino la logica rigorosa del movimento spontaneo per vedere come si riflette nel vostro modo di suonare, studiare, memorizzare.

Grazie agli ampi spazi di pratica potremo dedicare particolare attenzione per comprendere a fondo sperimentandolo in prima persona:

  1. come le mani si coordinano al corpo,
  2. differenza tra movimento longitudinale e trasversale,
  3. come le braccia (e le gambe) tendono a supportare le tensioni irrisolte nel corpo; potrebbe risultare impossibile rilassare il braccio senza essere andati alla fonte,

tutti questi aspetti mai chiariti dalla tecnica pianistica ortodossa.

Perché il focus sulla tecnica

e non sull’interpretazione di Chopin, o di Bach o un workshop sul taiheki? Perché la tecnica pianistica (e tutte le tecniche, compresa quella vocale), non hanno ancora una dimensione oggettiva. Nascono da prassi, dall’influenza di insegnanti, Scuole o dal talento del singolo pianista che, artigiano esperto, mette a bottega giovani talentuosi. Dimenticando che la tecnica si trova dentro, dimenticando che, in caso di problemi (la totale dafaillance capitò anche al digitalissimo Glenn Gould), non esiste la minima traccia di come ricominciare, mancando il filo d’Arianna, o i sassolini di Pollicino.

C’è chi costruisce la propria tecnica sull’ascolto, chi sull’imitazione dei grandi, chi sul senso dell’armonia (un pianista classico vede nel preludio 16 di Chopin la difficoltà, mani separate e varianti, un pianista jazz vede subito tutte le divertenti ed efficaci ornamentazioni sulle note target dell’armonia), altri ancora da bisogni inespressi della prima infanzia che li porta magicamente a far andare le dita su una tastiera, oppure è frutto di lungo sforzo e studio, rendendo il proprio percorso tecnico pericolosamente identitario manca quindi  — lo ripeto — la dimensione oggettiva.

Questa dimensione oggettiva esiste e nasce dallo sperimentare e riconoscere la logica rigorosa e universale dei 5 movimenti.

Particolarmente indicato per ogni pianista, avanti negli studi o concertista e insegnante, ma anche al pianista jazz, improvvisatore, creatore che sia interessato a portare il focus su qualsiasi problema tecnico per trovare la soluzione insieme al processo interno per la sua maturazione.

Qua il programma del corso  con il modulo di iscrizione, qua le informazioni sul Teatro e l’alloggio,, altre info dettagliate in questo articolo.

Qua per scaricare la locandina.

Vi aspetto a questo evento unico e resto a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

Alberto

zenchopin

Musicoterapeuta e trainer vocale prima, istruttore di seitai e formatore adesso. Appassionato pianista, Alberto Guccione ha pubblicato Non manuale per il pianista (Casa Musicale ECO, 2011). A partire da quel momento sta sviluppando una sempre più solida e approfondita visione dei meccanismi spontanei che rivelano una logica talmente rigorosa da poter essere oggettivata e - perché no - un giorno conosciuta e adottata da ogni studente, concertista, Conservatori e Civiche Scuole di Musica.