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Il magazine dell'innovazione pianistica

No. E’ una nuova prospettiva fresca e innovativa che ti permetterà di contattare direttamente la tua coordinazione vitale e di cominciare a osservarla e rispettarla, cominciando a renderti conto di cosa blocca la tua coordinazione naturale e cosa la rende unica.

Non è lo scopo del magazine, né quello delle mie pubblicazioni. Il loro scopo è quello di renderti consapevole della tua particolare naturalezza e di come esattamente e in modo rigoroso funzionano le tua dita al pianoforte, in modo che sarai tu, a trovare soluzioni, come tutti quelli, amatori o professionisti che si stanno appassionando a questa innovativa prospettiva. Di sicuro scoprirai molte cose. Ed eventuali risultati “eclatanti” vanno molto oltre quello che si può immaginare. E’ capitato che un’allieva – suonando Bach – riuscisse per la prima volta a suonare ad occhi chiusi, o a suonare senza aver mai toccato il pianoforte, a un pianista professionista specializzato in musica contemporanea di scorgere il parallelismo tra Sciarrino e Liszt, altri hanno sbloccato le loro mani, superato tabù e paure ma… sono scoperte loro, perché tutto quanto troverai scritto ti lascerà autonomo e libero da dipendenza da metodi o tutorial.

Il magazine e i miei Quaderni che o approfondiscono ti saranno di grande aiuto. Poi posso solo caldamente consigliarti di conoscere il seitai e le sue semplici pratiche. Diventeranno il tuo miglior maestro perché imparerai dal tuo corpo. E qua trovi tutte le indicazioni possibili per poter cominciare con efficacia.

Questa è la cosa divertente. Persino il bancone del bar mentre aspetti un caffè può diventare la tua tastiera di un pianoforte a coda.

Di infinita utilità. Per creare solide basi che partano esclusivamente dalla propria unicità, respirazione e coordinazione. In questo modo si integra e solo si può aggiungere tutto quanto si è studiato.

In modo chiaro e definitivo. Scoprirai e sperimenterai 5 movimenti intelligenti e come si riflettono in modo rigoroso nella braccia e nelle dita. Ogni aspetto tecnico è chiaramente legato ad ognuno di questi movimenti, per cui quelli inibiti o “coagulati” vengono messi a fuoco immediatamente avviando la risoluzione di ogni problema tecnico.

E’ uno degli epicentri di questo innovativo testo. Compenderai e rispetterai la naturalezza di ogni autore, mettendola a confronto con la tua peculiare sensibilità. Potrai capire quale autore fa veramente per te e poterlo suonare in modo originale, unico e irripetibile. Risparmierai tempo e denaro e la scelta di frequentare una masterclass sarà motivata unicamente da poter incontrare un pianista e collega che ti piace ed è in linea con il tuo pensiero e con il tuo modo di essere.

Una volta compreso e sperimentato il funzionamento della mano, diteggiare diventerà un’attitudine semplice e naturale. Riuscirai a comprendere quella specifica per ogni autore incluso comprendere eventuali errori di revisori non consapevoli di questo funzionamento o affrontare in serenità le edizioni URTEXT.

Estremi, zona media e zone intermedie, diventeranno per te un nuovo linguaggio, gli esercizi ti apriranno una nuova prospettiva che ti permetterà di fraseggiare efficacemente senza alcuna fatica e con la massima resa, integrando la buona scuola e il lavoro dei buoni insegnanti e liberandoti per sempre dai cattivi maestri e dai consigli spiccioli.

La libertà creativa che offre la conoscenza della struttura del movimento spontaneo e il recupero di una respirazione petto-ventrale, creano le migliori condizioni per ogni performance pianistica. Per quanto riguarda la divisione – solo mentale – tra pianista classico e jazz o di altro tipo, posso dire, per quanto riguarda la mia esperienza che una buona base classica è utile al pianista Jazz, non il contrario.

Per vari motivi che spiegherò nel libro, la respirazione è un punto debole per il pianista, che raramente respira. Troverai molto materiale per approfondire il tema con grande ampiezza.

Il magazine basta a se stesso e – come è capitato a molte persone – ti permette di trovare la tua via e di investigare, tuttavia per chi lo desiderasse è possibile contattarmi direttamente per avere delle consultazioni o, se siete un gruppo o una classe di pianoforte, vederci direttamente nel Vostro Istituto.