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Il magazine dell'Innovazione pianistica

Stendete in avanti un braccio in modo rilassato

e portate una piccola attenzione sul dito indice. Tracciate un’immaginaria linea orizzontale, andando da destra a sinistra. Sentirete immediatamente come tutto il corpo si coordini piacevolmente tra destra e sinistra. Tracciate ora una linea verticale, vedrete come tutto è più faticoso e soprattutto il corpo (la CVP…) non partecipi.

Siete di fronte a qualcosa di semplice, ma inedito che non avreste mai immaginato. Ogni dito si coordina ad un tutto in modo rigoroso e preciso. Conoscerlo e sperimentarlo, cambierà per sempre il vostro rapporto con la tecnica pianistica e di beneficiare appieno degli articoli scritti in questo magazine o nelle mie pubblicazioni.

Conosciamo dunque la CVP e i suoi cinque
movimenti vitali e intelligenti.

Restando in piedi, chiunque, potrà sperimentare comodamente ciò che segue:

Se lasciamo andare verso l’alto la testa, che cosa accade alla CVP generale?

Se alzate le spalle, le spalle si alzeranno, ma niente altro del corpo sarà coinvolto. Ma… se lasciate andare verso l’alto la testa… insieme al suo movimento della testa verso l’alto tutta la CVP si “stirerà” verso l’alto, dal suo estremo cranico fino al suo estremo caudale o coccige. A un certo punto serranno coinvolte anche le punta delle dita dei piedi e, finalmente, ci ritroveremo in punta di piedi. Questa naturale e automatica partecipazione di tutta la CVP e delle braccia si crea con la semplice attivazione del movimento verticale, peculiare della testa.

Proiettando in avanti le spalle, che cosa accade alla CVP generale?

Se portiamo in avanti la testa, la CVP non muterà. Se proiettiamo in avanti il ventre o i fianchi, la testa quasi andrà all’indietro.

Allora proiettiamo in avanti le spalle, si proietterà in avanti tutta la CVP, dalle spalle, estremo cranico del tronco, fino al suo estremo caudale, o base del femore. Le gambe si mobilizzeranno, dando qualche passo in avanti. Questa partecipazione automatica della CVP e delle membra avviene grazie al movimento frontale, proprio delle spalle e del petto.

Bilanciando verso destra e sinistra il ventre, cosa accade alla CVP in generale?

Muovendo tra destra e sinistra la testa, il resto della CVP non si altererà. Muovendo verso i lati le spalle, il tronco seguirà un poco, ma la testa tenderà a porsi nel mezzo di questa oscillazione laterale.

Allora, muovendo verso i lati il ventre, dove si ubicano lo stomaco, il fegato e il cuore, come zona media della CVP, risulterà automatico che tutta la CVP oscilli in un sentire laterale in modo soave e allo stesso tempo anche le membra parteciperanno con fluidità. Questa naturale partecipazione e mobilizzazione di tutta la CVP e di braccia e gambe si ottiene quando si attiva il movimento laterale, proprio del ventre e del cuore.

Ruotando la vita da entrambi i lati, cosa accade alla CVP generale?

Quando giriamo la testa da destra a sinistra e da sinistra a destra, il resto della CVP non partecipa. Giriamo le spale: la CVP segue in modo molto limitato; se tentiamo di ruotare la zona del ventre-cuore, ci sarà impossibile muovere tutto l’insieme della CVP.

Allora giriamo la zona della cintura verso destra e verso sinistra. Tutto, inclusa la testa e le braccia, inizieranno a ruotare. A partire dalla cintura come base mobile, abbiamo attivato il movimento rotatorio della CVP.

Cercando di stringere o chiudere i fianchi, cosa accade alla CVP generale?

Riducendo, “compattando” la testa e il collo, o le spalle e il petto, non si produce cambio alcuno nel resto della CVP.

Tuttavia, quando si tenta di chiudere la zona pelvica o restringere i fianchi, automaticamente tutta la CVP si dirigerà verso il basso e verso il dentro. I fianchi si chiudono e tutto si chiude, i fianchi si aprono e tutto si apre… La testa e il collo tenderanno a rientrare nel tronco, le spalle seguiranno. Tutto va verso il suo interno. Quando si chiude il bacino, la base immobile della CVP, si attiva il movimento centrale.

Con questi semplici esercizi, sperimentiamo qualcosa di nuovo. Nel mobilizzare ciascuno dei cinque movimenti da ciascuna delle zone della CVP, veri e propri epicentri altamente specializzati, accade con naturalezza la sua partecipazione automatica, comprese braccia e gambe.

Perché?

Perché la CVP, che regge la vita nell’organismo è strutturata da e per questi 5 movimenti. Persino la testa segue questa struttura e in questo modo comincia a recuperare la sua condizione puramente naturale di appartenere alla CVP.

Continuiamo con l’esplorazione della partecipazione automatica della CVP all’attivazione di ciascuno dei cinque movimenti.

Prestiamo attenzione agli occhi, dove guardano?

Per ogni persona – come sarà per il lavoro che faremo sulle braccia e sulle dita – la risposta sarà particolare e unica però, nonostante le differenze, possiamo contare sempre su un filo comune che ci permetta di orientarci in modo preciso.

Movimento verticale

Lasciando salire la testa, tutta la CVP si tende verso l’alto da estremo a estremo. Osserviamo cosa accade al volto, soprattutto gli occhi. Stanno forse guardando lontano coprendo la globalità dell’intorno?

Movimento frontale

Muovendo in avanti le spalle, tutta la CVP si proietta in avanti, da estremo a estremo. La testa e il volto si pongono in un luogo appena spostato in avanti, gli occhi guarderanno fisso in avanti, probabilmente le palpebre non si chiudono.

Movimento laterale

Muovere il ventre e il cuore tra destra e sinistra farà oscillare tutta la CVP nella sua zona media. Che accade alla testa? E agli occhi? In modo indefinito guarderanno ai lati, un pò di qui e di là.

Movimento di rotazione

Girando la cintura ruotando a destra e sinistra, tutta la CVP si torce dal suo luogo penultimo, come base mobile. Gli occhi guarderanno tutto circolarmente, compreso ciò che è dietro la schiena.

Movimento centrale

Nell’atto di chiudere i fianchi, tutta la CVP si dirigerà verso il basso e il dentro, sempre dal luogo penultimo, ma come base immobile. Quanto più si pronuncia il movimento, tanto più interiorizzata si farà la percezione. Gli occhi sembreranno non guardare più niente. Non si percepirà la totalità di ciò che sta intorno a noi, quanto la totalità in relazione alla nostra interiorità.

Se stessi proponendo questo esercizio a degli attori, questi avrebbero – in pochi istanti – le chiavi per saper modificare lo sguardo a proprio piacimento, niente male vero?

Allo stesso modo un pianista invece, comincerà a chiedersi: cosa fanno in automatico, le mie braccia?

Ecco dunque a voi il segreto della tecnica pianistica: coordinare al posto di controllare, con la testa che finalmente ritrova la sua funzione originaria, godere della partecipazione automatica della CVP, osservando al posto di esercitare.

Potrete sentire tutti gli estremi del braccio (spalla, gomito, polso, falangi, polpastrelli) che si coordinano con il movimento ascendente della testa, un invito ad articolare le dita sulla tastiera

Piano Seitai

o attivarsi un certo tono muscolare piacevole e “frizzante” proiettando le spalle in avanti, un invito a “lanciarle” in movimento sulla tastiera

Piano Seitai

o sentire totalmente alleggerire le braccia quando le coordinate al ventre

Piano Seitai

o ruotare con tutta naturalezza insieme alla cintura

Piano Seitai

o sentirle densificare e “pesare” quando seguono il movimento verso il basso e verso dentro del bacino.

Piano Seitai

 

Potrete sentire fin da subito quale di questi movimenti vi piace e vi fa “sentire a casa”, quali invece vi costano “fatica”, risultano difficili o inerti, che tessuti ben precisi sono troppo tesi o troppo rilasciati…

Se la CVP è la struttura reggente della vita ospita i 5 movimenti vitali e intelligenti in modo cosi ben compartimentato…

Comprendete anche la bontà, ma il limite della tecnica del peso. dietro all’idea di “pesare” il braccio, c’è quella di renderlo interdipendente dal corpo (CVP per essere più precisi), ma non quella di coordinazione intelligente.

Esercizi di tecnica pianistica

5 movimenti, 5 dita, struttura longitudinale e trasversale

La pratica di Katsugen Undo ti permetterà di risvegliare la consapevolezza del tuo movimento spontaneo. Puoi procedere allora con gli esercizi di Tecnica Pianistica.