E' uscito il mio nuovo Quaderno dedicato alla diteggiatura!

Rivoluzionario non è uno studio per la mano sinistra

Quanto è difficile scardinare la vecchie credenze tecniche…

lo studio op. 10 n° 12 di Chopin, tutto è, tranne che uno studio per esercitare la mano sinistra

E’ uno studio per i piani sonori, l’alternanza e la gestione dei volumi, piano e forte. Non a caso i punti più critici lo sono non tanto a livello tecnico, quanto a livello di una mancata contestualizzazione.

Nei due “punti critici” che seguono, quasi tutti i pianisti, compresi i colossi della tecnica pianistica, gente che non si intimidisce di fronte agli Studi Trascendentali qua cadono,  costretti a  trovare soluzioni per aggirare l’ostacolo.

Valentina Lisitsa, per fare un esempio, rallenta e accenta eccessivamente (a 00:47), e le note non sono bene articolate, eppure nessuno può dire che la pianista russa abbia una tecnica eccezionale, semplicemente non utilizza il contesto giusto.

 

 

Quasi impossibie, in questo secondo punto, non prendere velocità e mantenere la diteggiatura…

Come si esegue allora?

  1. Mantenendo le mani in uno spazio di movimento rotatorio che, vi ricordo, è la combinazione tra il piano verticale e quello laterale,
  2. e utilizzando il vecchio consiglio di Beethoven, non staccare dalla tastiera le dita fino a quando la quarta nota non sarà suonata, e concepire tutto lo studio come alternanza tra piano e forte,
  3. differenziando in modo chiaro il contrasto di dinamica.

N.d.A: Per saperne di più, leggete l’articolo su Alkan, e andate qui se volete fare degli eserzici per la zona intermedia.


Visto da questa angolazione, non solo troverete il senso, la soluzione ad ogni incertezza tecnica di questo studio chopiniano, ma ne ritroverete la piena e reale soddisfazione, coronata e dimostrata dal super finale, a pieno volume.

Sarete curiosi, a questo punto, di conoscere un’interpretazione corretta dal punto di vista della logica naturale del movimento…

Che ne dite di questa?

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