E' uscito il mio nuovo Quaderno dedicato alla diteggiatura!

Il movimento e le sue risorse naturali: per pianisti

L’osservazione del movimento vitale

ha una logica naturale rigorosa: nel momento in cui sappiamo come osservarlo abbiamo le chiavi per poterne trarre vantaggio.

Ecco perché trovate sempre, nella categoria Tecnica Pianistica, la sottocategoria curiosamente intitolata Osservazione del movimento.

Quando un movimento specifico è canalizzato e sta funzionando da un po’ di tempo, per evitare la sua saturazione, intervengono in modo del tutto automatico gli altri con una logica che ha dell’incredibile. Comprenderete come tutto questo possa rappresentar una nuova pietra miliare nella didattica pianistica che spiegherà molte cose a chi, come voi, ha la fortuna di cominciare ad impratichirsi con questo linguaggio.

Partiamo dal movimento verticale:

per evitare di stancarsi, si fa aiutare prima dal movimento laterale, e poi da quello rotatorio.

Partiamo con un esempio pratico di situazione dove dovete utilizzare per forza il moviemento verticale: siete costretti a rimanere in piedi ad una manifestazione ufficiale, che ne so, il discorso di apertura del direttore del nuovo conservatorio. Quando vi stancate, l’universo mondo fa la stessa cosa… sposta il peso su un piede, attivando come prima risorsa, il movimento laterale. La psiche cambia, se prima eravate presi dal senso della manifestazione, dall’autorità presente, tutta roba “verticale”, ora – senza neanche rendervi conto – guardate il colore dei vestiti, vi chiedete cosa ci sarà da mangiare… Questo basta, per un po’, a ristorare la tensione e permettere al movimento verticale di lavorare a lungo. Quando questo viavai non basterà più, interverrà un altro movimento, il rotatorio, la psiche cambia ancora e cominciate ad innervosirvi per la durata della manifestazione e cercate la soluzione più idonea per trarvi d’impaccio.

Possiamo vedere la stessa logica in un’altra situazione dove siete costretti ad attivare a lungo il movimento verticale, questa volta però, in modo passivo: dovete studiare tutta la notte per un esame. A un certo punto interverrà in suo aiuto il movimento laterale: mangiate qualcosa di leggero (per non appesantirvi), leggete una rivista non impegnata, telefonate ad un amico che sapete anche lui in piedi tutta la notta a studiare per lo stesso esame. E così andrà avanti fino a quando con basterà più e dovrà intervenire in aiuto il movimento rotatorioa. Si attiverà allora la psiche conclusiva e la vostra psiche cambierà (“vada come vada!…, “se l’ha fatto mio fratello questo esame, lo farò anch’io…)

Una prima applicazione pratica

direttamente al pianoforte e allo studio musicologico la vediamo nelle ornamentazioni di Bach. La sua musica mantiene a lungo la “tensione” verticale, dovuta alla sua natura spirituale e contrappuntistica rigorosa. L’ornamentazione è il passaggio al movimento laterale per ristorarla. Per questo l’ornamentazione bachiana non sarà mai aperta e sfacciata come può essere quella di Rameau

che laterale lo è di fabbrica (chi di voi ha acquistato il mio recente Quaderno sulla lettura a prima vista, riconoscerà immediatamente la scrittura laterale), ma nasce per mantenere una tensione melodica e spirituale ed eseguita sempre sul tempo.

Il pianista che ama studiare su partiture URTEXT grazie a questa semplice osservazione del movimento naturale, potrà trovare su se stesso con grande facilità e soddosfazione il giusto punto di intervento delle ornamentazioni.

Questo preludio di Bach in do# minore dal primo quaderno del Clavicembalo ben temperato è perfetto per provarlo, troverete indicato in azzurro i miei punti di alta temperatura verticale che potrebbero sfociare naturalmente in ornamentazione.

Comprenderete improvvisamente anche perché Glenn Gould arpeggia gli accordi.

Questo per quanto riguarda i movimenti che vanno in soccorso di quello verticale, laterale e rotatorio.

Lo stesso accade con il movimento frontale scommetti?

Immagina una situazione dove il movimento frontale è impegnato: la corsa a media lunghezza. Addirittura la postura dellì’atleta è totalmente “avanti”. Ad un certo punto hai l’impressione che tutti i corridori abbiano la stessa cadenza, si guardano tra loro. E’ scattato il movimento laterale. Questo manterrà l’equilibrio fino alla parte finale della corsa, dove scatterà il movimento rotatorio.

Oppure una fabbrica, dove il movimento frontale è impegnato perché bisogna produrre il più possibile nel minor tempo possibile. La pausa pranzo (laterale), se l’operaio si è stancato troppo sarà accompagnata da risse e malumori, ma l’equilibrio si ripristinerà.

Approfittiamo della magnifica chiarezza che offre la scrittura di Chopin per vederlo dal vivo in partitura nel pezzo più frontale che io conosca: lo Studio Op. 10 n° 1.

Impulso frontale per iniziare e per avere il giusto movimento per affrontarlo

in questo punto appare il movimento laterale in aiuto e se mi permettete di darvi una lezione di pianoforte, non cambiate troppo “atmosfera”, addolcendo, perché qui il laterale è un aiuto che Chopin vi offre, non un cambiamento di ambiente!

qua appare il movimento rotatorio

e come prima, l’effetto deve essere di continuità del movimento frontale, altrimenti è come scoprire il trucco del prestigiatore!

La stessa logica applicata dal vivo

nella performance concertistica. Guardate come la brava pianista Yeol Eum Son, dopo aver sostenuto con le “spalle” lo scomodo incipit de la DAnse Russe, primo dei Tre movimenti da Petrouska, si lascia andare al laterale, facendo crollare le spalle e inclinandosi, non solo per recuperare prontamente la tensione, ma anche per prepararsi al suono più cantabile. Tutto questo ci offre anche la misura di che strordinaria vitalità e capacità naturale abbia questa pianista.

Marc Andrè Hamelin deve il suo straordinario virtuosismo ai suoi movimenti laterale e centrale ben funzionanti e oliati. Entrambi utilizzano come “aiuto” il movimento frontale avanti.

Il perché è molto semplice e sempre davanti ai vostri occhi

  1. quando il movimeto laterale è sotto stress, come dopo un copioso pasto, la prima cosa che si fa è appoggiarsi alla sedia, slacciare la cintura per prendere aria, o andare a “fare quattro passi: il frontale si attiva per venire in vostro aiuto;
  2. per riprendersi da una delusione amorosa (il movimento centrale sotto stress), l’uomo si dedica allo sport e al bricolage, la donna raddoppia le pulizie della casa… è sempre il movimento frontale a correre in vostro aiuto.

Marc Andrè Hamelin in un suo movimento di risorsa naturale caratteristico, risorsa che attiva a livello spontaneo (e personale, non ha senso che lo imitiate!) quando è di fronte a un brano dal grande impegno tecnico.

Nel caso del pianista Boris Berezovsy invece, la naturalezza laterale è passiva – come per Brahms – gli costano i suoni acuti. Per cercarli, integrarli e ricaricarsi utilizza non la prima risorsa naturale, ma la seconda, quella rotatoria, creando quel gesto che gli è caratteristico.

La logica naturale, sempre rigorosa, ma magistralmente precisa è la stessa. Nell’ esempio di prima, quello del movimento laterale impegnato in un copioso pasto, quello successivo a fare quattro passi per prendere aria è quello di andare… in bagno.

Anche Boris Berezovsky è un pianista virtuoso, tra i pochi a riuscire ad eseguire gli Studi sopra gli studi di Chopin, di Leopold Godowski, la magnus opera del virtuosismo e della difficoltà tecnica. Come per Hamelin, il movimento laterale è il suo di fabbrica, quello centrale no, è quello che accomuna la nazionalità russa.

Mi auguro che cominciate a rendervi conto di come questa logica dei cinque movimenti vi permetta di osservare i meccanismi più profondi. Nonostante i movimenti siano solo cinque, le possibilità sempre diverse e infinite, i pianisti e il loro modo di suonare sempre unico e irripetibile.

continueremo…

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