E' uscito il mio nuovo Quaderno dedicato alla diteggiatura!

Restituire il collegamento tra le mani e il corpo

La Tecnica Pianistica fisiologica dimenticata

Gesti quotidiani,

a volte scaramantici, altre provenienti da pratiche e discipline di rilassamento seguite e assimilate, sempre dimenticandoci dell’antica saggezza del nostro corpo che li ha generati. Ne vediamo un esempio meraviglioso ritratto in questa finalista del concorso Chopin appena conclusosi.

Chi mi legge da più tempo ricorderà il “trucco” per posizionare la mano in coordinazione laterale, con la zona del dito indice più esposta ed alzata:

porre la mano parallela davanti al ventre e da lì posizionarla sulla tastiera.

In questo modo si crea e si restituisce un collegamento tra braccia mani e corpo, in questo caso con l’area epicentro del movimento laterale,  protagonista e generatore di ogni diavoleria timbrica e dei più meravigliosi cantabili.

Proviamo insieme ponendo le mani sul vertex (la parte più alta della testa), sentite il collegamento tra la testa e le vostre mani e mantenendolo posizionatele sulla tastiera, tenendo pronto un brano che possa esaltare le qualità del vostro sistema nervoso centrale e della vostra articolazione. Io vi propongo il primo preludio del Clavicembalo ben temperato (libro primo), andando a caccia delle più inebrianti altezze o la capacità di creare e architettare una linea melodica (Ravel!!!!).

Fate lo steso ponendo entrambe le mani davanti al petto, sentendo il collegamento e trasferendolo sulla tastiera, magari con un pezzo che vi attende di cui vogliate esaltare le qualità dinamiche. lo studio op. 10 n° 1 di Chopin ,per esempio?

E poi potete fare lo stesso e contattare la zona dei vostri reni, per placare e controllare paura ed ansia, o gestire i piani sonori per interpretare Beethoven e Prokofiev, o come ha fatto la pianista Su Yeon Kim, per contattare il movimento centrale e il bacino, e darsi forza e sicurezza e reggere allo stress di un Concorso impegnativo. E pare che abbia funzionato poiché ha suonato bene. I lettori più attenti avranno già osservato che il movimento spontaneo della pianista tocca il “punto vivo della respirazione“.

Buona sperimentazione, allora.

Alberto

 

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