E' uscito il mio nuovo Quaderno dedicato alla diteggiatura!

Anatomo-fisiologia delle Doppie Ottave

Una melodia suonata

a mani pari a distanza di un’ottava è una delle possibilità timbriche più eccezionali del pianoforte.

Pensate al famoso inizio del RACH3:

Se la distanza è di due ottave, suonerà meravigliosamente esotica,

Se si aggiunge una linea melodica in ottave con una delle mani…

Ciaikovski, concerto op. 23 I mov.

con il minimo sforzo ottenete il massimo lirismo. Forza interna potenziale a disposizione, come sgasare con una macchina potente in attesa del verde. Basta infatti  aggiungere lo staccato e ancora una nota… per scatenare la più terribile potenza che il pianoforte possa offrire e la sua prassi tecnica più temuta.

Le doppie ottave

Prima di cominciare ad addentrarvi date un’occhiata qua, per conoscere il motore delle doppie ottave pianistiche e impratichirvi con gli esercizi dedicati a estremi e articolazioni.

Ciascuna articolazione si coordina al movimento alto/avanti ovvero, è a partire dalle articolazioni che sentite che tutto il corpo è coinvolto.

Il nucleo innovativo di questo magazine e delle mie pubblicazioni parte proprio dal considerare il corpo come centrale operativa del pianismo, e le braccia suoi strumenti, mai il contrario e mai separatamente.

Vi aggiungo ora una sfumatura importante per penetrare in profondità nell’anatomo/fisiologia della tecnica delle Doppie Ottave:

  1. le articolazioni più vicine al corpo rispondono con più facilità alla parte caudale del corpo (la parte più bassa);
  2. le articolazioni più lontane rispondono con maggiore facilità alla parte craniale del corpo (la parte più alta).

Avete quindi a disposizione un nuovo parametro per dosare e controllare il suono, a tutto vantaggio della serenità di esecuzione, perché lo studio che farete delle ottave sarà uno studio della vostra coordinazione, la tastierà verrà dopo per coglierne i frutti!

Eccovi dunque spalle, gomito e polso gli attori protagonisti in ordine di… distanza  dal corpo, che ci permetteranno di dosare il suono delle doppie ottave e orchestrarle, nonostante il movimento che le coordini sia sempre lo stesso.

Lo vediamo subito praticamente con i tre famosi passi di ottave del Concerto op. 23 di Ciaikovski per darvi un’idea precisa delle diverse gradazioni.

Doppie ottave a partire dal polso (l’articolazione più lontana dal corpo), la sonorità è più soave, più lontana…

Doppie ottave a partire dal gomito suono potente e molto drammatico, perfetto per questo splendido passo…

e doppie ottave a partire dalle spalle, l’articolazione più vicina al corpo, per un suono possente e più denso perfetto per la sonorità richiesta da questo passo

Vi piace l’idea? O pensavate che i tre passi si facessero allo stesso modo??!!!!

Questo per quanto riguarda il motore. E la tenuta di strada?

Le doppie ottave si fanno rigorosamente con pollice e mignolo e al movimento longitudinale coordinato che avete sperimentato, basta aggiungere quello trasversale, dove dei due estremi della verticalità il pollice è la testa, il mignolo la testa dei femori.

Provatelo da voi prendendovi con una mano o facendovi aiutare, il pollice e poi il mignolo. Cercando la coordinazione del movimento, vedrete che sarà sempre alto/avanti, coinvolgendo maggiormente la parte alta il pollice e la parte bassa il mignolo.

I 5 movimenti agiscono contemporaneamente a livello longitudinale  che trasversale, scongiurando quindi qualsiasi conflitto tra muscoli antagonisti.

Il test

Conoscendo il funzionamento peculiare del pianismo di Lizt, e in base a quanto avete letto ora, come eseguireste questo passo di ottave?


A partire dalle spalle, per poter far conto sul piano f-e per agganciare il movimento centrifugo che apre.

Avete ora tutte le coordinate per esercitare i vostri passi di ottave, le abbiamo create insieme andando, come sempre in questo magazine, ad osservare il rigore magistrale e l’intelligenza del movimento spontaneo, senza scomodare nessuno, soprattutto metodi o ricette miracolose… 🙂

continueremo…

 

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