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Quando vedo due spalle vedo un pianista: non ho mai sbagliato

Quando vedo un paio di spalle, vedo un pianista, anche se suona il violoncello o fa il chimico di professione. Non mi sono mai sbagliato…
Alberto Guccione

G

non-manuale-per-il-pianistaià a partire da questo ormai famoso incipit, dove per la prima volta in assoluto si focalizza l’attenzione su un epicentro corporeo (le spalle in questo caso e il movimento ad esse connesso, in avanti) come caratteristica comune e scatenante il desiderio di essere pianista, Non manuale per il pianista cambia il modo di pensare il pianoforte: è in realtà un testo di Seitai travestito da manuale pianistico. Cercare di spiegare cosa sia il Seitai è impresa impossibile, perché la sua comprensione nasce dal vissuto esperienziale, i suoi effetti sono invece inequivocabili. Ecco l’impresa che mi sono trovato ad affrontare. Con le semplici pratiche di seitai, katsugen undo e yuki, mi sono ritrovato a far “resuscitare” i miei passati e frustranti studi di pianoforte, iniziando un percorso continuativo e gratificante: come segnalare tutto questo al lettore?

Il libro ha successivamente dato vita al presente Magazine che accompagna un sito essenziale che vi mette nelle condizioni di poter scoprire da voi stessi come suonare il pianoforte. Gli “esercizi” sono quelli che ci devono essere, non uno più del necessario, per dirla con Mozart e qualunque sia il vostro punto di partenza. La “gradualità” didattica fa parte delle grandi credenze da sfatare, i principianti, i jazzisti o i concertisti di giro troveranno quindi gli stessi esercizi che “agganceranno” vissuti corporei e mentali diversi.

Più che insegnare quindi, mi limito a segnalare

Del resto, di manuali tradizionali, consigli spiccioli, metodi pseudo-rivoluzionari, applicazioni laboriose di yoga, PNL, feldenkrais ne sono pieni il web e… i cassetti. E’ tempo che si possa scoprire i segreti di un’arte guidati unicamente dal proprio interno.

Mi proposi quindi di creare delle nuove basi.

  • L’osservazione, per esempio, è l’istinto emulativo travestito (l’ascolto “mimetico”: chi di voi – uscendo da un concerto – per un attimo non ha sentito che poteva suonare per semplice emulazione?). Per la prima volta in assoluto questo processo naturale ritrova la sua importanza basilare didattica.
  • Per primo accennai alla possibilità di riscoprire, incrementare e potenziare l’esecuzione “involontaria” al posto di quella volontaria (studio, metodo, esercizi): di tutto questo il libro è ricco di spunti.
  • Poiché è un non manuale, non trovava spazio una serie di esercizi o l’ennesima metodica rivoluzionaria di turno. Mi limitai a “segnalare” la presenza dei meridiani energetici. Il primo passo per sperimentare la connessione tra braccia e corpo al posto di focalizzarla solamente sulle braccia, i loro muscoli e limitare la “presenza viva” del corpo a… un generico rilassamento. Imparare a muovere le braccia seguendo queste 5 autostrade basterebbe per apprendere ogni aspetto tecnico e ogni segreto pianistico.
  • Dove vedo un paio di spalle, vedo un pianista, anche se suona il violoncello o fa il chimico… Non ho mai sbagliato. L’esordio del libro chiarisce in modo inequivocabile che cosa porta una persona verso… il pianoforte e come può diventare il suo migliore amico.

La seconda parte del libro è ricca di riferimenti nuovi per i pianisti già avanti negli studi.

  • lo scherzo op. 20 di Chopin vi rivela come attivare il controllo auditivo
  • Mozart e la struttura centrale del silenzio
  • la struttura interamente motoria dell’op. 58 di Chopin
  • un geniale esercizio che porrà le basi per comprendere il katsugen undo al pianoforte e molto altro…

Nel Non manuale per il pianista ci sono le radici dell’albero che si sta tutt’ora sviluppando in questo Magazine (dedicato a Chopin) e che hanno trovato coronamento nell’e-book Seitai al pianoforte, una Fondazione dei testi a venire.

Io resto sempre il primo ad esserne stupito..

I libri di Alberto Guccione dedicati ai pianisti