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per i pianisti studenti

Il terzo dito

il terzo dito, come avete potuto vedere negli esercizi, ha la funzione di asse. Rimane quieto e in standby quando suonate con regolarità, si attiva quando cercate il movimento dinamico. Dovrete “metabolizzare” questo processo per passare dal “gesto pianistico” a una concreta dimensione percettiva. Bach deve suonare… estatico.

Il punto focale

La differenza la vediamo grazie a due studi di Chopin: l’op. 10 n. 1 e 4. Il primo manifesta la velocità pianistica, il secondo la “statica”. L’interpretazione che ne da Horowitz di questo secondo è mirabile perché dà l’impressione che lo studio sia fermo. Il primo brano della storia è la Toccata di Paradisi. Il senso del movimento lo avete solo al pianoforte, non al clavicembalo.

Tecnica delle ottave e note ribattute

Immaginate di dover imboccare una galleria, siete in autostrada a forte velocità. La percezione laterale è minima, quanto basta per mantenere la traiettoria unidirezionale.

Lo stesso vale per la tecnica delle ottave, che soffrono del pregiudizio di dover gestire gli spostamenti laterali. Va unicamente – solo e sempre – mantenuta la verticalità. Le note ribattute sono l’altro lato della stessa medaglia.

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